Sezione aurea, numero aureo, numero d’oro, rapporto aureo, proporzione dorata, media aurea… Sicuramente almeno una volta hai sentito parlare di questo concetto. In questo articolo voglio analizzarlo a fondo per arrivare a una conclusione: è mito o realtà?
Navigando online, seguendo qualche profilo Instagram dedicato al graphic design o cercando la spiegazione di un logo famoso, sono certo che ti sei imbattuto nella sezione aurea applicata a qualche progetto grafico.
È successo anche a me. E non credo di essere l’unico a guardarla con un certo scetticismo.
Non mi sono mai schierato da una parte o dall’altra, semplicemente perché non avevo mai approfondito davvero l’argomento.
Con questo articolo voglio fare una sorta di indagine personale per trarre le mie conclusioni, così la prossima volta che mi troverò davanti a questo concetto potrò affrontarlo a testa alta, sapendo esattamente di cosa si tratta, chi è e dove si nasconde.

A primo impatto, è facile cadere in uno dei due estremi. Possiamo prenderlo come un dogma e pensare che sia una verità assoluta. Possiamo persino farne una bandiera per giustificare la scelta di un logo, anche se non sappiamo bene cosa significhi. Oppure possiamo liquidarlo come una bufala, più finta delle labbra di una Kardashian.
Se però non ci siamo mai presi la briga di approfondire, qualunque sia la nostra opinione, rischiamo di parlare senza cognizione di causa.
Andiamo!
Rappresentato dalla lettera greca φ (phi), il numero aureo o sezione aurea è un numero irrazionale, il cui valore si esprime tramite radicali decimali.

Hai capito qualcosa dalla formula matematica? Nemmeno io.
Portando il discorso su un piano più pratico, se ti occupi di grafica o arte, avrai sicuramente visto la famosa figura che la rappresenta.

Questa sorta di spirale viene spesso definita “proporzione divina”. Si dice che la si possa ritrovare in natura, nell’arte, nel modo in cui percepiamo la bellezza…
Un oggetto che rispetta la sezione aurea, almeno in teoria, risulta molto più gradevole alla vista rispetto a uno che non la segue.
Quindi, se questo principio fosse davvero universale, potremmo applicarlo anche al design, giusto?
Attraverso la figura precedente, possiamo applicare la proporzione aurea a un sistema a griglia.

Nel mondo del design e dell’arte, la sezione aurea compare in molte opere antiche e anche in creazioni più recenti.
Ecco alcuni esempi di opere che probabilmente conosci già, per vedere come la sezione aurea viene integrata.

Nel celebre dipinto dell’Ultima Cena, si nota che la sezione aurea, applicata geometricamente, si ripete in diverse parti dell’opera.
Si può osservare che sia i gruppi di persone sia gli spazi scenici sono disposti secondo la proporzione aurea.
La tavola, vista frontalmente, mostra una divisione ben visibile: la parte inferiore è la metà di quella superiore, e anche al centro la larghezza corrisponde alla metà delle sezioni adiacenti.

In quest’altra opera di Leonardo da Vinci, si nota come il quadro sia suddiviso in diversi piani di profondità, separati proprio secondo la sezione aurea.

Anche i dettagli della tavolino rispettano la proporzione divina.

In un’altra grande opera, questa volta di Michelangelo, si può vedere come la sezione aurea sia applicata alle figure principali della scena.
Abbiamo visto che nell’arte la presenza della sezione aurea è ricorrente. Potrei portare molti altri esempi, ma rischierei di scrivere un trattato. Se vuoi approfondire, Google è il tuo alleato. Vediamo ora come viene applicata nel design.

Parlando di sezione aurea, non si può non citare il logo della celebre Apple. In un altro articolo ho già parlato del logo Apple e del perché sia considerato uno dei migliori loghi al mondo. Preciso che non sono un fanboy Apple, nonostante le apparenze. Anzi, non sto nemmeno scrivendo da un Mac.
Come puoi vedere, il logo è suddiviso in diversi cerchi, costruiti proprio seguendo la proporzione aurea.

Ti rimando a un video su YouTube che mostra la scomposizione del logo: vedrai chiaramente di cosa parlo.
E quello che abbiamo appena visto con il logo Apple, si può ritrovare in molti altri loghi di brand famosi in tutto il mondo.

Toyota, BP, National Geographic, Pepsi… Tutti questi loghi rispettano la proporzione aurea.
Visto che nell’arte e nel design la proporzione divina sembra essere ovunque, facciamo un salto anche nel mondo della natura, dell’architettura e oltre.
Per capire meglio il concetto, dal numero aureo si ricava anche l’angolo aureo.

Scopriremo che questo angolo è presente nel mondo vegetale… molto più di quanto immagini.
Devo ammettere che la cosa mi ha davvero stupito. Ricorda che sto scrivendo questo articolo mentre approfondisco l’argomento.
Come vedrai, l’angolo aureo è fondamentale per la crescita delle piante.
Siamo d’accordo che sarebbe strano trovare una pianta come quella rappresentata a sinistra.

Di solito, le piante distribuiscono le foglie in modo da occupare tutto lo spazio disponibile. L’obiettivo è massimizzare la preziosa luce solare. Il modo più efficiente per farlo è seguire uno schema in cui ogni nuova foglia o petalo lascia spazio a quella successiva. E così via, all’infinito.
Lo capirai meglio con la sequenza qui sotto.

Dalla pianta spunta una foglia.

Applichiamo l’angolo aureo e nasce una seconda foglia.

Stesso principio: spunta una terza foglia.

Una quarta foglia…

Una quinta foglia. Come vedi, per ora non si sovrappongono.

Ma se continuiamo con la formula, otteniamo questa figura. Impressionante, vero?
Seguendo questo schema, non importa quante foglie spuntino: si disporranno sempre in modo da occupare il massimo spazio possibile.
Lo stesso vale per i fiori.


Se vuoi approfondire, ti lascio un link sui numeri di Fibonacci.
http://gofiguremath.org/natures-favorite-math/fibonacci-numbers/fibonacci-in-nature/
Uscendo dal mondo naturale, vediamo altri settori dove la sezione aurea fa capolino.

La ritroviamo nell’architettura.

Nella fotografia.

Perfino in cucina: le proporzioni degli ingredienti rispettano la sezione aurea.
Dopo aver spiegato cos’è la sezione aurea, il numero aureo, la proporzione divina o come preferisci chiamarla, potremmo pensare che sia una realtà e non un mito. Ma da qui nascono alcune domande a cui bisogna rispondere per essere davvero obiettivi.
Nell’arte antica, la sezione aurea era davvero ricercata dagli autori? Oppure il fatto di conoscere la proporzione divina ha portato a creare opere seguendo queste regole?
Se invece si tratta di una coincidenza, è forse una coincidenza frutto del genio? Che sia in natura o nel design creato da chi non conosce la teoria, è una questione di “buon gusto” innato, di rispetto delle proporzioni o di ottimizzazione delle risorse (come avviene in natura)?
Se invece è una scelta consapevole, vediamo che anche quando il concetto compare in alcuni elementi di un’opera, ce ne sono molti altri dove non si trova, quindi potrebbe essere solo una casualità.
Più elementi ci sono in un quadro, più è probabile che almeno uno rispetti la sezione aurea. Ma aumenta anche il numero di elementi che non la rispettano. Quindi forse è solo una questione di percezione personale.
Se in un quadro troviamo uno, due o tre elementi che la rispettano, ne stiamo ignorando centinaia che non lo fanno, ma scegliamo di non considerarli.
Per mostrare qualche indizio che possa far pensare a un mito, ti porto alcuni esempi con la proporzione divina applicata a posteriori.
Ora che ho raccolto tutte queste informazioni, sono almeno curioso di sapere se qualcuno dei miei progetti rispetta la sezione aurea. Preciso che, pur conoscendo il concetto, non l’ho mai preso in considerazione quando ho lavorato su un progetto grafico.

Nel design del sito web di dabeer, si nota la presenza della proporzione divina. L’ho scoperto solo ora.

Come vedi nell’esempio, la sezione aurea (in magenta) si adatta all’elemento di destra, ma non a quello successivo, evidenziato in blu.
Inoltre, è relativamente semplice far combaciare il pattern con qualsiasi design: basta trovare la proporzione giusta.
Potremmo persino sostenere che un elemento sia suddiviso in sotto-proporzioni auree, così da farlo quadrare, no?

E ora tutto torna.
So che può sembrare una forzatura, ma la verità è che, nell’esempio dell’Ultima Cena, la sezione aurea che viene tanto sottolineata:

Tutte le linee guida sono applicate in base a una misura che si adatta a ciascun elemento, ma tra loro non c’è alcuna relazione proporzionale.


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