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24/10/2025

Migliori design grafici del 2026

10 progetti di graphic design che stanno ridefinendo il futuro visivo 2025–2026

Il graphic design sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Intelligenza artificiale, sensibilità ambientale, inclusività e innovazione tipografica stanno cambiando non solo gli strumenti, ma anche il senso stesso di ogni progetto. In un contesto globale che ricerca equilibrio tra umanità e progresso digitale, i migliori lavori degli ultimi anni dimostrano che la creatività resta il vero motore dell’innovazione.

Dalle identità culturali che intrecciano tradizione e modernità alle campagne sociali che mettono in discussione i valori contemporanei, il design si conferma come pensiero critico e leva di cambiamento. I premi internazionali — come gli A’ Design Awards, gli iF Design Awards o i Best Design Awards — non premiano solo l’estetica, ma anche l’impatto e la coerenza di idee solide e ben realizzate.

In Code Barcelona abbiamo selezionato dieci progetti straordinari, premiati nel 2025 e 2026: lavori che si distinguono per chiarezza concettuale, esecuzione impeccabile e capacità di creare connessioni autentiche. Sono esempi di come il design contemporaneo possa essere al tempo stesso emozionale, funzionale e strategico.

Ecco i 10 progetti di graphic design più ispiranti del momento: una raccolta che racconta la direzione della comunicazione visiva globale e il motivo per cui il design resta una disciplina chiave per interpretare il mondo che verrà.

Culture to Technology Identity — Hefei High Tech Digital Technology Co., LTD.

https://competition.adesignaward.com/gooddesigner.php?profile=368190

Nel cuore dell’Anhui, provincia cinese dalla ricca eredità culturale e dal forte slancio verso l’innovazione, nasce uno dei progetti di graphic design più emblematici del 2025: “Culture to Technology Identity”. Ideato come manifesto per il distretto high-tech di Hefei, questo lavoro trasforma un concetto complesso — il passaggio da una cultura millenaria a un futuro scientifico — in un’opera visiva limpida, simbolica ed elegante. Un esempio perfetto di come il design possa essere ponte tra tradizione e progresso.

Il poster nasce da un gesto essenziale: la rappresentazione del carattere cinese “Anhui”, incorniciato dalle linee classiche dell’architettura Huizhou. Da qui, la composizione evolve: le geometrie architettoniche si dissolvono in circuiti elettronici, il simbolo culturale diventa metafora tecnologica. Questa transizione, realizzata con precisione quasi artigianale, racconta visivamente l’evoluzione di un’intera regione: dal passato al futuro, dall’eredità all’innovazione. Un design che non si guarda soltanto, ma si legge come una storia.

La direzione artistica, firmata da Ji Chao e Xu Ning, dimostra una profonda sensibilità nell’equilibrare concretezza e concetto. I blu sfumati — omaggio al Jiangnan, culla della cultura Huizhou — creano un’atmosfera serena e poetica. In contrasto, i circuiti, valorizzati dal vernice UV, aggiungono brillantezza e texture, evocando energia e precisione. Il risultato è una visual identity dove antico e digitale non si oppongono, ma si completano.

Il vero valore di questo progetto non sta solo nell’esecuzione tecnica, ma nella capacità di sintesi concettuale. In pochi centimetri quadrati, il manifesto racchiude una storia culturale, una posizione politica e una visione economica. Il design respira modernità senza rinnegare le radici. In un Paese dove la velocità dello sviluppo rischia di annullare il simbolico, questo lavoro restituisce dignità e senso all’identità visiva pubblica.

Il team di Hefei High Tech Digital Technology Co. risolve con eleganza una sfida complessa: fondere in modo armonico profili architettonici tradizionali e geometrie digitali. Proporzione, ritmo e luce si integrano con disciplina quasi architettonica. Nulla è superfluo, nulla disturba. Il risultato è un design che appare inevitabile, come se cultura e tecnologia fossero sempre state destinate a incontrarsi proprio lì.

“Culture to Technology Identity” si distingue non solo per la qualità estetica, ma per ciò che rappresenta: una nuova forma di patriottismo visivo, che celebra la modernità senza dimenticare la storia. Un esempio di come il graphic design possa essere linguaggio diplomatico, capace di comunicare l’essenza di un luogo e la sua visione del futuro. Tra tradizione e innovazione, questo progetto raggiunge un equilibrio raro: eleganza, profondità e significato.

No Blanket Value — Social Value Aotearoa x Noa Blanket Co x Motion Sickness

Vincitore del Gold Award nella categoria Business Communication ai Best Design Awards 2025, il progetto “No Blanket Value” ridefinisce il modo in cui il design può rendere tangibile un messaggio sociale. Ideato da Motion Sickness Design Office in collaborazione con Noa Blanket Co per Social Value Aotearoa, questa campagna mette in discussione il concetto stesso di valore nell’ambito dell’impact investing. Un esempio potente di come il design possa diventare strumento di riparazione culturale e dialogo contemporaneo.

Invece di un classico report o di una campagna mediatica, il team — guidato dai direttori creativi Jordan Stent e Sam Stuchbury, con Katene Durie-Doherty come responsabile culturale (Pou Taketake) e Patrick Hickley alla direzione design — trasforma una critica in un oggetto concreto: una coperta tessuta. Nella storia coloniale di Aotearoa (Nuova Zelanda), le coperte erano simbolo di scambio iniquo, usate dai colonizzatori per ottenere terre, risorse o taonga (beni culturali). Qui la coperta cambia significato: da oggetto di baratto a gesto di reciprocità. Non si regala: si accetta. Non rappresenta perdita, ma alleanza.

La realizzazione di Noa Blanket Co, radicata in pratiche di cura, comunità e integrità culturale, assicura che l’oggetto non sia solo una metafora visiva, ma un simbolo vivo. Ogni fibra racconta un’idea: il valore non si misura in capitale, ma in impegno e relazione. La coperta è, di per sé, una dichiarazione etica. Non è un supporto di comunicazione: è comunicazione.

Il linguaggio visivo della campagna è sobrio, consapevole, quasi rituale. Fotografie dai toni caldi, luce naturale, texture materiche. La composizione evita la retorica pubblicitaria e lascia parlare l’oggetto. Questo silenzio deliberato ha forza. In un mondo dove la comunicazione aziendale è spesso rumore, “No Blanket Value” si misura in significato. Non vuole convincere, ma invitare a riflettere su cosa diamo valore — e come lo esprimiamo.

La giuria dei Best Design Awards 2025 lo ha definito “un modo incredibilmente intelligente di unire le persone attorno a una causa, profondamente radicata nella storia di un Paese e nell’evoluzione del linguaggio del design contemporaneo”. Non è un’esagerazione. Questo progetto dimostra che il design può essere ponte tra economia ed etica, tra storia e futuro, tra simbolo e azione. Una lezione per chi crede che il design non debba solo comunicare, ma anche riparare, connettere e trasformare.

“No Blanket Value” rappresenta una nuova generazione di progetti in cui la comunicazione aziendale si fa umana. Il team — che comprende anche Sylvia Humphries (copywriting), Joshua e Whakaawa Te Kani, Joseph McAlpine, Matthew Campher, Scott Hardy, Oliver Johnston e James Gibb — ha raggiunto qualcosa di più di un premio: ha dimostrato che quando il design si intreccia con il senso, può cambiare il modo in cui una società interpreta la parola “valore”.

Love Creep — Clemenger BBDO x Assembly Ltd x Ministero dello Sviluppo Sociale

https://bestawards.co.nz/graphic/colour-award-graphics/clemenger-bbdo-1/love-creep-5/

Vincitore del Colour Award Graphics ai Best Design Awards 2025, “Love Creep” è una delle campagne più impattanti e coraggiose dell’anno. Creata da Clemenger BBDO e Assembly Ltd per il Ministero dello Sviluppo Sociale della Nuova Zelanda, il progetto fa parte del programma Love Better, un’iniziativa nazionale rivolta ai giovani per insegnare loro a riconoscere i segnali del controllo coercitivo nelle relazioni affettive. Il suo obiettivo è tanto chiaro quanto urgente: trasformare il linguaggio visivo dell’amore per renderlo più consapevole, più onesto e più sicuro.

Il contesto culturale non potrebbe essere più allarmante: la Nuova Zelanda ha il tasso più alto di violenza domestica di tutto il mondo sviluppato; una donna su tre subisce abusi in qualche momento della sua vita. In questo scenario, “Love Creep” non solo comunica, ma educa. Invita i giovani a porsi una domanda essenziale: dove finisce l’amore e inizia il controllo?

Il team creativo — guidato da Brigid Alkema, Alex Metson, Julia Ferrier e Emily Beautrais come direttori creativi (Pou Auaha), insieme a Jake Firman nella direzione strategica (Pou Rautaki)— ha sviluppato una narrativa visiva radicalmente immersiva. L’esperienza digitale LoveCreep.nz utilizza un ambiente mobile di design intenzionalmente soffocante, dominato da un’unica idea cromatica: il rosso. Non ci sono sfumature, non c’è riposo visivo. Tutto vibra nella tensione tra desiderio e pericolo. L’amore e l’avvertimento condividono lo stesso colore.

Il rosso, onnipresente in ogni pezzo — sito web, cortometraggi, social media, cartellonistica urbana —, agisce come metafora e detonatore. È il filo conduttore che unisce emozione e allarme. Ispirata al brutalismo architettonico, la direzione artistica rinuncia agli ornamenti per lasciare visibile la crudezza del tema. L’estetica ruvida, i blocchi di colore intensi e la tipografia diretta generano una sensazione di disagio ricercata: il design non seduce, disturba per risvegliare. L’amore, qui, non è morbido né idealizzato; è un terreno dove può apparire la violenza se non viene riconosciuta in tempo.

La strategia digitale trasforma l’educazione emotiva in un’esperienza interattiva. Attraverso i cosiddetti “Love Bites” — frasi e frammenti raccolti da interviste con centinaia di vittime e sopravvissuti — gli utenti possono identificare schemi di controllo e riflettere sul proprio comportamento. Non viene detto loro cosa è giusto o sbagliato: vengono invitati a scoprirlo da soli. Questo approccio empatico trasforma la campagna in un esercizio di autocoscienza collettiva. Il design smette di istruire per iniziare ad accompagnare.

I risultati parlano da soli. Nei mesi successivi al lancio, è aumentata del 5% la quantità di giovani in grado di identificare comportamenti di controllo nelle loro relazioni e si è ridotto di un altro 5% il numero di coloro che li normalizzavano. Le chiamate a Youthline — una linea di supporto per giovani — sono aumentate con una nuova domanda comune: “Sto essendo controllante senza rendermene conto?”. Da allora, LoveCreep.nz è stato incorporato come strumento educativo negli istituti di tutto il paese. L’impatto del design ha trasceso lo schermo per diventare una conversazione nazionale.

La giuria dei Best Design Awards ha evidenziato il progetto per il suo “uso magistrale del colore come linguaggio narrativo ed emotivo” e per la sua capacità di “tradurre un problema sociale complesso in un’esperienza visiva viscerale”. In un panorama dove molte campagne sociali cercano di ammorbidire i loro messaggi, “Love Creep” sceglie l’intensità, il rischio e il disagio come forme di verità. E ci riesce. Perché a volte, l’amore ha bisogno di uno specchio rosso per riconoscersi.

Xijiu Matured Liquor — Chengdu Times Fashion Art Design Co., Ltd.

Vincitore del Platinum A’ Design Award 2025 nella categoria Packaging Design, “Xijiu Matured Liquor” rappresenta la sintesi perfetta tra arte, cultura e design contemporaneo. Concepito da Chengdu Times Fashion Art Design Co., Ltd., questo progetto eleva il packaging del liquore a opera culturale. In un mercato dominato dalla produzione in serie, questo pezzo rivendica il design come un atto di memoria ed equilibrio. Ispirato a un pezzo iconico del Palace Museum di Pechino, il design prende come punto di partenza la forma del tamburo circolare, simbolo ancestrale di pienezza e armonia nella cultura cinese. A partire da quella geometria perfetta, il packaging diventa una metafora del tempo, della natura e del ciclo vitale. La sua silhouette arrotondata, morbida ed equilibrata, comunica una serenità quasi filosofica: il lusso inteso non come ostentazione, ma come equilibrio tra il visibile e l’eterno. Il team creativo —Xiaohu Feng, Xian Huo e Lei Wang— riesce a reinterpretare l’eredità classica con una sensibilità contemporanea. Le iscrizioni laser che indicano gli anni di maturazione (15 e 30) si dispiegano in forma di nastri che sembrano fluttuare, un cenno poetico alla tradizione dei letterati che bevevano liquore mentre scrivevano versi lungo i fiumi. Ogni tratto unisce i sensi: la vista, il tatto e l’olfatto. È un design che non solo si guarda, ma si sperimenta. Il tappo, con forma di buon auspicio Sihe Ruyi, rappresenta la concordia tra tempo, luogo e persone. La sua apertura morbida aggiunge un componente rituale all’esperienza dell’utente. All’interno, un’illustrazione in stile xilografico mostra il paesaggio del fiume Chishui —culla del Xijiu— insieme agli ingredienti naturali del liquore. L’intero insieme trasmette una sensazione di eredità viva: una storia che continua attraverso il design. Il progetto supera la sfida di bilanciare la tradizione artigianale con l’eleganza contemporanea. Non cerca di essere moderno: cerca di essere eterno. Di fronte alla tendenza del minimalismo globale, “Xijiu Matured Liquor” abbraccia la complessità simbolica e la ricchezza visiva come forme di verità estetica. La circolarità, onnipresente, non è solo una forma: è una filosofia. Rappresenta l’unione tra passato e futuro, tra cultura e desiderio, tra materia ed emozione. La giuria del A’ Design Award 2025 ha riconosciuto l’opera come un esempio magistrale di “fusione tra arte culturale e design industriale”, evidenziando la sua attenzione ai dettagli, il suo simbolismo e la sua esecuzione tecnica impeccabile. Questo progetto non solo protegge un prodotto, ma preserva un’eredità. È una prova che il packaging, quando concepito con sensibilità e scopo, può trascendere la sua funzione commerciale e diventare un pezzo di patrimonio culturale.

Mercado Novo — Greco Design

Vincitore del iF Gold Award 2025 nella categoria Communication & Branding, il progetto “Mercado Novo” di Greco Design reinterpreta un’icona architettonica di Belo Horizonte per trasformarla in un’identità viva, flessibile e profondamente brasiliana. Il Mercado Novo, costruito negli anni ’60 come simbolo del modernismo urbano, era caduto nell’oblio fino alla sua rinascita nel 2018 come epicentro culturale. Oggi, la sua nuova identità visiva celebra quella trasformazione: dal commercio alla convivenza, dal mercato al movimento. Il team di Greco Design ha affrontato una sfida complessa: catturare l’energia contemporanea di uno spazio dove coesistono gastronomia, arte, musica e design, senza perdere la memoria del suo passato. La risposta è nata nei cobogós, i caratteristici blocchi forati di ceramica che formano la facciata dell’edificio. Questi elementi, tipici dell’architettura brasiliana, generano una danza di luci e ombre lungo il giorno. Quella geometria mutevole è diventata l’essenza del nuovo sistema visivo: un pattern che evolve nel tempo, come fa il mercato stesso. L’identità si articola attraverso una griglia modulare ispirata ai cobogós. Ogni quadrato può adattarsi a diversi supporti —dai cartelli alle opere digitali— e permette di generare infinite combinazioni grafiche. Il colore svolge un ruolo centrale: una palette che riflette le diverse ore del giorno, dai toni caldi dell’alba ai blu e arancioni del tramonto su Belo Horizonte. In questo modo, il logo e le sue varianti funzionano come un orologio visivo, una metafora del passare del tempo e della vita collettiva che pulsa all’interno dell’edificio. La giuria del iF Design Award ha sottolineato che l’identità “incarna la fusione perfetta tra comunità, architettura e natura”, e ha riconosciuto il suo uso magistrale di un approccio generativo che adatta le forme del mercato a contesti culturali, climatici e sociali mutevoli. Non si tratta solo di un redesign: è un’interfaccia tra il fisico e l’emozionale, tra la struttura architettonica e l’esperienza umana. Il Mercado Novo funziona oggi come un nodo culturale che connette passato e presente. La sua nuova identità non impone un’immagine, ma propone un sistema aperto, in cui ogni pezzo grafico è un’interpretazione possibile dello stesso spirito. Così, il mercato diventa una piattaforma visiva dove convivono l’artigianale e il digitale, il locale e l’universale. È una lezione su come il design possa preservare la memoria e, allo stesso tempo, promuovere il futuro di una comunità. Questo progetto dimostra che il branding culturale può essere molto più di un’operazione estetica: può essere uno strumento di rivitalizzazione urbana. Il marchio di Mercado Novo non solo rappresenta un luogo, ma amplifica uno stile di vita. Nelle parole della giuria: “Un progetto che respira il polso del Brasile e traduce la sua energia collettiva in un linguaggio visivo senza tempo”. https://ifdesign.com/en/winner-ranking/project/recicla-sampa/714880

Recicla Sampa — D4G Comunicação e Design

Vincitore dell’iF Design Award 2025 nella categoria Service Design, Recicla Sampa si è affermato come la piattaforma di educazione ambientale più grande del Brasile. Creato dalle concessionarie di gestione dei rifiuti Loga e EcoUrbis con il supporto del governo di San Paolo, il progetto ridefinisce il modo in cui una metropoli di oltre venti milioni di abitanti si rapporta ai suoi rifiuti.

Il movimento Recicla Sampa nasce da un’urgenza: trasformare il rapporto tra cittadinanza e consumo in mezzo a una crisi ambientale globale. Più che una campagna di sensibilizzazione, è un sistema di comunicazione e servizi che educa, connette e facilita l’azione sostenibile. Attraverso una piattaforma digitale, gli utenti possono accedere a informazioni pratiche sulla separazione dei rifiuti, punti di riciclaggio, contenuti educativi e dati aggiornati sulla gestione urbana dei rifiuti.

Il team di D4G Comunicação e Design ha progettato un’esperienza che combina pedagogia, tecnologia e design sociale. L’interfaccia intuitiva, le risorse visive chiare e un tono accessibile permettono al messaggio di raggiungere pubblici diversi — dagli studenti e famiglie alle aziende e organismi pubblici. Il design del servizio non si limita all’ambiente digitale: si completa con campagne urbane, materiale educativo e azioni in presenza che rafforzano la consapevolezza ambientale nella comunità.

Uno dei maggiori successi del progetto è il suo impatto misurabile. Dal suo lancio, Recicla Sampa ha aumentato il volume dei rifiuti riciclabili a San Paolo e ha rafforzato la collaborazione tra cittadinanza, governo e concessionarie. Il suo approccio strategico dimostra che il design può essere uno strumento potente per la trasformazione sociale, capace di tradurre dati complessi in azioni quotidiane e sostenibili.

La giuria dell’iF Design Award ha apprezzato particolarmente la coerenza tra scopo, forma e funzione. Ogni elemento dell’esperienza —dall’architettura dell’informazione all’identità visiva— è pensato per ispirare un reale cambiamento di comportamento. Nelle parole del team di D4G, “educare sul riciclaggio non è solo informare, ma generare orgoglio e appartenenza attorno a una città più pulita e consapevole”.

Recicla Sampa rappresenta una nuova generazione di design di servizi pubblici: progetti dove la tecnologia è al servizio delle persone, e il design funge da ponte tra istituzioni e cittadini. In un paese di dimensioni continentali, il suo impatto trascende San Paolo: è diventato un modello replicabile per altre città latinoamericane che cercano soluzioni sostenibili attraverso la comunicazione e il design.

https://awards.europeandesign.org/winner/262593

Logo norvegese — TRY / Apt

Vincitore del Silver Award 2025 nella categoria Company Logo, il restyling del marchio Norwegian Airlines firmato da TRY / Apt rappresenta un rinnovamento strategico ed emozionale del settore aereo europeo. In un momento in cui la pandemia ha trasformato completamente il panorama dei viaggi d’affari e le compagnie aeree tradizionali lottavano per ridefinirsi, Norwegian ha colto l’opportunità per ricostruire la propria identità partendo dall’autenticità e dai valori nazionali.

La nuova identità parte da un’idea chiara: “A Fair Price Airline” e “The Norwegian Way”. Due pilastri che combinano onestà, accessibilità e orgoglio culturale. Il design abbandona i cliché nordici e i codici eccessivamente tecnici della sua fase precedente, puntando su un’estetica moderna, calda e umana che equilibra il locale e il globale. Il risultato è un marchio che proietta fiducia, semplicità e qualità senza pretese.

Il logo aggiornato mantiene il riconoscimento del marchio originale, ma è stato raffinato per allinearsi a questa nuova filosofia. Il tratto si semplifica, gli spazi si aprono e l’insieme respira una chiarezza visiva che riflette i valori scandinavi di precisione e trasparenza. Il rosso, blu e bianco della bandiera norvegese rimangono come base cromatica, ma la loro applicazione è più contenuta, adattandosi ad ambienti digitali e fisici con un’eleganza senza tempo.

Una delle grandi innovazioni è l’introduzione di una tipografia personalizzata sviluppata da Kanon Foundry, progettata per riflettere la chiarezza, la semplicità e il calore del linguaggio visivo norvegese. Questo carattere, combinato con un sistema di illustrazioni organiche ed espressive, rafforza la personalità del marchio: down to earth rebel, una ribellione tranquilla che comunica vicinanza senza perdere rigore professionale.

Il sistema visivo è stato concepito come flessibile e coerente, capace di adattarsi a molteplici supporti —dalla segnaletica degli aeroporti alle applicazioni mobili— e di convivere con elementi precedenti sulle fusoliere degli aerei. Ogni punto di contatto mantiene la stessa voce: accessibile, moderna e consapevole. Nelle parole dei designer, “non si tratta solo di volare, ma di volare con uno scopo”.

La giuria ha sottolineato il modo in cui il restyling ridefinisce l’identità di una compagnia aerea nazionale senza rompere con il suo retaggio, equilibrando eredità culturale e ambizione internazionale. È una lezione su come il branding aziendale possa evolvere verso l’empatia senza perdere coerenza, ottenendo un marchio che si sente tanto contemporaneo quanto duraturo. Norwegian smette così di essere una compagnia aerea come le altre, per diventare un simbolo del design scandinavo moderno applicato all’esperienza di marca globale.

https://awards.europeandesign.org/winner/261176

Binde. 100–10 — Alexey Murashko

Vincitore del Gold Award 2025 nella categoria Artistic Catalogue, il progetto “Binde. 100–10” di Alexey Murashko è un’opera editoriale monumentale che celebra il percorso del fotografo lettone Gunārs Binde, uno dei nomi più influenti della fotografia europea del XX secolo. La pubblicazione, concepita come un omaggio vivente, combina struttura, materialità e narrazione visiva per costruire un ritratto multiplo: quello dell’artista, del suo tempo e del suo sguardo.

Il libro nasce in occasione del 90º anniversario di Binde e raccoglie una vasta selezione delle sue fotografie, saggi critici e interviste inedite. Di fronte a una quantità travolgente di materiale, Murashko ha optato per una soluzione di design che organizza il contenuto in cinque sezioni, strutturate con chiarezza e ritmo fisico. Ogni blocco è separato da signatures grigie stampate su carta di grammatura maggiore, trasformando il passaggio da una sezione all’altra in un gesto tattile, quasi cinematografico.

L’opera si apre con una serie di esperimenti fotografici stampati in argento su carta nera, un cenno poetico alle sostanze fotosensibili che hanno dato origine alla fotografia analogica. Questa decisione non è solo tecnica, ma anche concettuale: colloca l’opera di Binde in dialogo con il XXI secolo, evidenziando la sua attualità e la sua capacità di reinventarsi nel tempo. Molte di queste immagini non erano mai state pubblicate, aggiungendo al volume un’aria di scoperta.

Le tre sezioni principali sono costruite come un racconto visivo in tre atti: “Il Binde conosciuto”, dedicato ai suoi celebri ritratti, nudi e fotografie erotiche; “Miti e momenti”, un’esplorazione simbolica dell’ideologia, della religione e delle tensioni tra potere e natura; e “Cerchio interiore”, che raccoglie ritratti personali, autoritratti e scene intime che rivelano il lato più umano dell’artista. Ogni serie è identificata con lettere latine —una struttura aperta che suggerisce la possibilità di future edizioni e continuazioni dell’archivio.

Il design editoriale combina rigore tecnico e sensibilità materiale. Le sezioni testuali e saggistiche sono stampate su carta non patinata con doppio inchiostro nero ad alta densità, rafforzando la leggibilità e la relazione tattile con l’immagine. In contrasto, le sezioni fotografiche utilizzano quadricromia su carta patinata con vernice lucida, ottenendo un contrasto estremo che ricorda le fotocopie argentate così caratteristiche dello stile di Binde. L’intero volume è stato stampato con retino stocastico, una tecnica che offre una definizione eccezionale anche in miniature, senza schemi visibili di trama.

Il risultato è molto più di un catalogo: è una scultura stampata che equilibra peso, proporzione e texture per rendere omaggio a un artista la cui opera ha sempre oscillato tra ironia e sensualità. Come afferma il team editoriale, “Binde. 100–10 non solo documenta una carriera, ma la reinterpreta dalla contemporaneità, trasformando la memoria in materia viva”.

La giuria ha elogiato la sua maestria tecnica e concettuale, sottolineando come ogni decisione di design —dalla carta alla tipografia— sia al servizio del racconto fotografico. Questo progetto dimostra che il design editoriale continua a essere uno dei linguaggi più potenti per narrare l’arte: uno spazio dove forma, contenuto e tempo dialogano con la stessa precisione della luce in una camera oscura.

https://awards.europeandesign.org/winner/261324

Google Sans Flex — Studio Dumbar/DEPT®

Vincitore del Silver Award 2025 nella categoria Typographic Applications, il progetto “Google Sans Flex — Pushing the Boundaries” di Studio Dumbar/DEPT® rappresenta una delle collaborazioni più stimolanti tra design, tecnologia e tipografia contemporanea. Commissionato da Google Design, lo studio olandese ha esplorato le possibilità espressive di Google Sans Flex, il nuovo font variabile del gigante tecnologico, in una serie di esperimenti visivi e sonori che sfidano i limiti del linguaggio grafico.

Il progetto si sviluppa attorno a un concetto centrale: “Action and Reaction”. Ogni interazione con la tipografia genera una risposta unica —un cambiamento di peso, colore, movimento o persino suono— che mette alla prova la flessibilità del font e il suo potenziale come sistema dinamico. Lontano dal limitarsi a una dimostrazione tecnica, il lavoro di Studio Dumbar trasforma la tipografia in un organismo vivente, sensibile al contesto e all’intenzione del messaggio.

Il risultato è un’esplorazione visiva immersiva che dimostra come la tecnologia variabile possa trasformare l’identità digitale. Attraverso animazioni, modulazioni e transizioni tipografiche, il team ha creato un linguaggio in costante mutazione, dove le lettere si comportano come materia in movimento. Ogni pezzo del progetto è uno studio sulla relazione tra forma e risposta, dove la tipografia smette di essere statica per diventare un’esperienza interattiva.

Questa sperimentazione ha avuto anche una dimensione sonora: associando i cambiamenti visivi a stimoli uditivi, lo studio ha generato un sistema multisensoriale che rafforza l’idea di azione e reazione. La tipografia, quindi, si comporta come un’interfaccia, capace di comunicare emozioni e sfumature in modo più profondo. La giuria ha sottolineato proprio questa capacità di trascendere la funzione tradizionale della lettera ed esplorare nuove forme di narrazione visiva.

Il lavoro di Studio Dumbar/DEPT® sintetizza decenni di ricerca sul movimento tipografico, l’identità digitale e l’animazione grafica. La loro interpretazione di Google Sans Flex dimostra che la tipografia del futuro non sarà solo leggibile, ma anche reattiva, adattabile ed emozionale. Questa visione si allinea con la filosofia di Google Design, che cerca di espandere il ruolo del design come ponte tra comunicazione e tecnologia.

Oltre il laboratorio tipografico, il progetto pone una domanda essenziale per il design contemporaneo: come può un font diventare un’esperienza? La risposta sta in questo lavoro, che non solo spinge i limiti del design tipografico, ma anche quelli del pensiero creativo. Nelle loro stesse parole: “Flex non è solo una tipografia. È una conversazione tra ciò che diciamo e come lo mostriamo.

Conclusione: il design come linguaggio del futuro

Se c’è qualcosa che unisce questi dieci progetti è la loro capacità di guardare oltre la forma. Ognuno, dal proprio contesto e disciplina, dimostra che il design grafico non è solo una questione estetica, ma un modo di pensare il mondo. Che si tratti di una campagna sociale che sfida le percezioni, di un’identità visiva che connette generazioni o di una tipografia che reagisce al suono, il design continua a essere uno strumento per interpretare, connettere e trasformare.

In un momento in cui l’automazione e l’intelligenza artificiale sembrano occupare ogni spazio, questi progetti ricordano che l’essenza del design rimane umana: l’empatia, l’intenzione e la capacità di raccontare storie con anima. La tecnologia amplia le nostre mani, ma è la sensibilità che dà senso al risultato.

Il futuro del design grafico —quello che stiamo già costruendo— sarà più ibrido, collaborativo e consapevole. Non importerà tanto dominare uno strumento, quanto capire come un’idea possa generare valore reale per le persone e le comunità. E in questa ricerca, il ruolo del designer si consolida come quello di un mediatore tra pensiero ed emozione, tra dati e bellezza.

In Code Barcelona continuiamo a credere che il buon design non solo comunica: evolve la cultura visiva di un’epoca. Questi progetti ne sono un esempio. Sono segnali di dove sta andando la creatività contemporanea e di come il design, nella sua migliore versione, continui a essere una forma di speranza tangibile.

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