Nella nostra intervista mensile abbiamo l’onore di ospitare un vero maestro della tipografia e del lettering.
Con oltre 15 anni di carriera alle spalle, per me è un punto di riferimento assoluto nel suo campo e sono certo che chi ancora non lo conosce rimarrà piacevolmente sorpreso.
Ivan Castro: Fin da piccolo ero affascinato dalle scritte dei fumetti Bruguera, dalle sigle dei classici Disney, dalle insegne dei negozi e dei bar… Ho imparato a leggere molto presto proprio osservando le scritte per strada. Credo che sia stato quello il seme di tutto. Appena ne ho avuto l’occasione, mentre studiavo design, ho seguito corsi di calligrafia con Keith Adams, e poi mi sono appassionato sempre di più a tipografia e lettering. Ho lavorato per alcuni anni come graphic designer, ma dal 2010 mi dedico esclusivamente al mondo delle lettere.

Ivan Castro: Sì, è vero. A volte il mio lavoro tende un po’ al vintage, ma solo quando il progetto lo richiede. Capita anche di lavorare su progetti senza alcuna nostalgia, come un logo per un profumo femminile o una campagna per yogurt. Ma quando la richiesta è più retrò, come la copertina di un disco o di un libro di cocktail tiki, allora tiro fuori tutto il mio arsenale old school. La grafica della metà del Novecento è davvero interessante, soprattutto per l’uso del lettering: non era una scelta stilistica come oggi, ma la soluzione standard. Era più economico e veloce avere qualcuno che disegnasse le lettere in casa, in una redazione o agenzia, piuttosto che commissionare una font esterna.

Ivan Castro: In fondo non è molto diverso da qualsiasi altro processo di design. Bisogna capire le esigenze del progetto, il tono che si vuole trasmettere, e partire con una fase esplorativa fatta di schizzi e proposte diverse. Da lì il cliente sceglie una direzione, che poi si sviluppa fino al risultato finale. La differenza rispetto al design tradizionale è che qui le scelte riguardano la forma delle lettere e il processo è spesso manuale, ma in sostanza il concetto è lo stesso: stiamo progettando lettere. Anche una buona ricerca preliminare è fondamentale.

Ivan Castro: Anche se calligrafia e lettering sono due processi molto diversi, la scrittura resta il punto di partenza. La calligrafia è la madre di tutte le forme di lettere, che siano scritte, disegnate a mano o digitali. Quindi, quando ho dubbi su una forma, su come collegare due tratti o unire due lettere, mi chiedo sempre come sarebbe se fosse scritta a mano, qual è la sequenza naturale. È importante tenerlo a mente per dare fluidità al lavoro e, soprattutto, per far sì che le lettere risultino armoniose e naturali.
Ivan Castro: Lavorare in un ambito creativo, di solito, è una scelta di passione. Quindi, in linea di massima, amiamo quello che facciamo. Quando un progetto riesce bene, la soddisfazione è enorme, anche perché ci mettiamo sempre molto di noi stessi.
Ivan Castro: Non sempre i progetti vanno come vorremmo. A volte si perde il controllo creativo, ma bisogna comunque portarli a termine. In quei casi la soddisfazione viene un po’ meno.
Ivan Castro: Quando ho iniziato a fare calligrafia vent’anni fa, ero un nerd con le dita sporche d’inchiostro. Lo sono ancora, ma oggi tante altre persone stanno scoprendo la calligrafia e il lettering come strumenti per la comunicazione visiva, non solo come esercizio nostalgico. Quindi sì, vedo un panorama positivo.
Ivan Castro: Sì, ho diversi progetti aperti. Non posso svelare troppo, ma ad esempio sto lavorando al branding e al packaging di un marchio di rum, sto disegnando una tipografia e ho in programma alcune installazioni nello spazio pubblico. Ultimamente mi sto cimentando in cose insolite per me, e questo mi entusiasma: mi diverte, mi mette alla prova e mi fa crescere come professionista.

Grazie per i complimenti e per avermi coinvolto nel vostro blog! Non sono molto attivo sui social, tranne che su Instagram:
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