Siamo nel cuore della capitale spagnola e, tra un panino ai calamari e una visita alle gallerie d’arte, ci imbattiamo nello studio di design Relajaelcoco. Entriamo e ci prepariamo a fare due chiacchiere con il team di questo studio di grafica.
Relajaelcoco è uno studio di design che ha fatto del proprio approccio personale un vero marchio di fabbrica. Vi invito a scoprire più da vicino questo nido di creatività.
Code: Ho avuto modo di vedere i vostri lavori prima di questa chiacchierata, ma per chi ancora non vi conosce, ci raccontate qualcosa delle origini dello studio? Quando è nato, come sono stati gli inizi e chi sono oggi Relajaelcoco?
Relajaelcoco: Siamo nati 11 anni fa, quando ancora studiavamo graphic design allo IED. Io e Pablo ci siamo formati per essere designer a 360°, sempre spinti dalla curiosità di sperimentare in diversi ambiti: infografica, editoria, branding, illustrazione, VR/AR, motion graphic e prodotto digitale.
Abbiamo iniziato in due, oggi siamo un team di 6 persone: 4 designer, un manager e un programmatore. In questi anni sono passate tante persone dallo studio, tutte con grande entusiasmo e una visione positiva della creatività e della vita.
Code: Bene, parliamo un po’ del vostro lavoro. Potete raccontarci come nasce il processo creativo nel vostro studio? Come affrontate un nuovo progetto?
Relajaelcoco: Dipende molto dal tipo di progetto, perché progettare una rivista non è come occuparsi di una web interattiva. E non immagini che caos può essere un lavoro di realtà virtuale! Però c’è una base comune: essere sempre aperti alla creatività, evitare lo stress e non farsi schiacciare dalla pressione. Da lì, la cosa più importante è il dialogo con il cliente, per capire davvero che tipo di lavoro faremo insieme, quali sono i limiti e le possibilità. Instaurare una buona comunicazione con il cliente e il suo team crea una dinamica a due vie che permette di sviluppare il processo creativo senza ostacoli o fraintendimenti.

Code: Spesso parlo con designer e creativi “lupi solitari”, quindi colgo l’occasione per chiedervi: quali sono i pro e i contro del lavoro di squadra in uno studio di design?
Relajaelcoco: Vediamo solo vantaggi. L’unica difficoltà è stata imparare a gestire il team e il flow di lavoro di ognuno. Ma per il resto, lavorare insieme è un valore aggiunto. Ogni membro è parte di un meccanismo fluido, dove il ruolo di ciascuno è fondamentale per il buon funzionamento dello studio. Negli ultimi anni, il compito più importante mio e di Pablo è stato proprio quello di far sentire tutti a proprio agio.
Code: Ho visto che avete ricevuto un premio per un progetto realizzato in collaborazione con altri creativi, complimenti! Ci raccontate qualcosa su questo progetto e su cosa significa ricevere un riconoscimento?
Relajaelcoco: Sì, l’IED di Madrid ci ha premiato per il miglior design editoriale con una pubblicazione realizzata insieme a Santillana, in occasione del 40° anniversario della Costituzione spagnola, con illustrazioni di Mol Studio e testi di Carlos Grassa Toro. È stato un progetto importante e complesso, perché avevamo pochissimo tempo e lavorare in otto non è semplice, soprattutto se è la prima volta. Con Mol avevamo già collaborato e questo ha aiutato molto. In due mesi siamo riusciti a progettare e illustrare l’intero libro. Considera che si tratta di una pubblicazione delicata, perché affronta temi politici e sociali che possono creare dibattito, anche se è pensata per bambini di 10 anni.
Abbiamo puntato tutto sull’impatto visivo, valorizzando l’illustrazione con lettering e composizioni dinamiche, e creando una doppia chiave di lettura: una per i bambini e una per i genitori, così che anche questi ultimi potessero ritrovare riferimenti alla loro infanzia o adolescenza nella narrazione storica.
È stato sorprendente vedere quanto sia piaciuto sia ai più piccoli che agli adulti.

Code: Prima di passare al fuoco di fila finale di domande, per curiosità: cos’è lo spirito “relaja”? ;D
Relajaelcoco: È una filosofia di vita che io e Pablo portiamo avanti ogni giorno. Un modo di vedere le cose con entusiasmo e leggerezza, per togliere polvere e seriosità a tanti aspetti della vita. È un’attitudine che punta al sorriso, per rendere l’ambiente il più rilassato possibile, nonostante le pressioni esterne. È il tentativo di fare ciò che ci piace, senza rimpianti e senza lasciarsi bloccare dagli altri.
Code: E ora, la nostra raffica finale di domande:
Code: La cosa migliore dell’essere creativi?
Relajaelcoco: Avere una libertà mentale che va oltre tutto. Essere davvero creativi significa non avere pregiudizi e accogliere tutto con apertura.
Code: E la cosa peggiore?
Relajaelcoco: A volte ti senti incompreso. Anche con le migliori intenzioni, c’è chi non accetta quello che sei. Non lo diciamo solo noi, è spiegato benissimo nel film Easy Rider.
Code: Lo consigliereste a un amico?
Relajaelcoco: È la cosa migliore che possa capitare.
Code: Come vedete il panorama del settore?
Relajaelcoco: Sta crescendo, in modo naturale dopo la crisi del 2008. Il livello è molto alto, c’è grande varietà e una qualità visiva omogenea, ma manca ancora struttura: questa eterogeneità, invece di essere un punto di forza, a volte è un’arma a doppio taglio per la professione. C’è ancora confusione su cosa sia il designer e su quali condizioni accettare o rifiutare. Per questo, insieme ad altri designer, abbiamo fondato Meet A Designer più di un anno fa. Sentiamo il bisogno di confrontarci per stabilire delle basi comuni che ci aiutino a promuoverci meglio verso tutte quelle realtà che usano il design o si avvicinano per la prima volta alla creatività.

Code: Su cosa state lavorando ora? Avete nuovi progetti in cantiere?
Relajaelcoco: Sì, diversi. Alcuni sono ancora top secret, ma tutti hanno in comune il fatto di essere per clienti fantastici che ci danno la possibilità di “vestire” i loro progetti per stupire.
Stiamo seguendo due rebranding per aziende spagnole, due bilanci annuali infografici (uno è la quinta edizione del report per Ayuda en Acción), una campagna nazionale per un marchio automobilistico e una mini-campagna per il Museo Thyssen di Madrid. In più, le dispense dei corsi che teniamo a Madrid e Segovia e la progettazione di nuovi progetti personali.
Code: Per concludere, grazie per averci accolto e per tenere viva la fiamma della creatività a Madrid. Volete aggiungere qualcosa?
Relajaelcoco: Sì! È fondamentale credere in se stessi e in ciò che ci appassiona. Sembra una frase da manuale di autoaiuto, ma se non lo facciamo perdiamo l’unica occasione che abbiamo per essere felici. È un percorso impegnativo e richiede autocritica, ma non è impossibile: se riusciamo a superare i “no” che spesso riceviamo, le soddisfazioni sono incredibili.
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