Questa volta torniamo nel mondo del lettering insieme a Marco Lpz, un creativo che vive a Città del Messico e che con la sua mano realizza vere e proprie meraviglie.
Abbiamo fatto due chiacchiere con lui per conoscerlo meglio e avere uno sguardo dall’altra parte del mondo. Vediamo cosa ci ha raccontato Marco Lpz.
Code: Prima di tutto, grazie per aver accettato di partecipare al progetto che Code Barcelona sta portando avanti, con l’obiettivo di dare voce ai creativi più innovativi.
Code: Per chi ancora non ti conosce, Marco, raccontaci: come hai iniziato e qual è stato il percorso che ti ha portato fin qui?
Marco Lpz: Ufff, il mio percorso è iniziato a giugno 2012. All’epoca, se non sbaglio, avevo un lavoro molto flessibile che mi piaceva molto (editoria) e grazie al supporto del Maestro Paco Calles ho imparato e iniziato a sperimentare con il lettering.
È stato un viaggio intenso, con momenti complicati dovuti al mio carattere molto irrequieto. Ho portato avanti altri progetti come Blanck, uno spazio dove invitavo grandi illustratori e letteristi a tenere workshop a Città del Messico. Ho lavorato anche su spot pubblicitari, fashion film e sono stato socio in una casa di produzione che mi ha portato a lavorare a un film nel 2015. Questo a volte mi allontanava dal lettering, ma non ho mai smesso del tutto di creare. Così nel 2014 è arrivata la mia prima pubblicazione su un libro specializzato, Typism 2, che mi ha dato una grande spinta, con clienti da tutto il mondo e la convinzione che questa fosse la strada giusta. Oggi, a distanza di qualche anno, sono già sette i libri in cui è stato pubblicato il mio lavoro.

Code: Ho avuto il piacere di intervistare alcuni tuoi colleghi spagnoli e devo dire che vi ammiro molto… quella combinazione di creatività e lavoro artigianale è davvero rara e preziosa. Raccontami, Marco: quali sono i tuoi riferimenti e le fonti di ispirazione che si riflettono nelle tue opere?
Marco Lpz: Sono sempre stato molto attento a non avere un unico riferimento o idolo, perché si rischia di perdere l’obiettività e cadere nel fanatismo. Però, nel mondo delle lettere e del design, ammiro molto Jon Contino, Alex Trochut, Martina Flor e James Victore per il loro modo unico di affrontare i progetti, la loro professionalità e il coinvolgimento totale dalla A alla Z.
Molto della mia ispirazione artigianale nasce anche dall’osservare mia nonna e mia madre cucinare, o dal guardare grandi produzioni su Netflix dove si vedono processi di cucina, coltivazione, design, arte… Tutti quei mestieri in cui le persone diventano parte integrante del processo e si fondono con i materiali.
Code: Per capire meglio il tuo modo di lavorare, raccontaci: come affronti un progetto? Puoi parlarci del tuo processo creativo? E com’è lo spazio in cui nascono le tue opere?
Marco Lpz: Affronto ogni progetto con curiosità, facendo domande e come se fosse sempre la prima volta.
Un buon punto di partenza è raccogliere abbastanza informazioni da poter spiegare il progetto anche a chi non sa nulla di lettering.
Il mio spazio creativo è molto vario: se sono in fase di idee o mi sento bloccato, il mio “studio” può essere una sala teatrale, la strada, una sessione di allenamento o il cinema. Tutto contribuisce al processo, soprattutto all’inizio. Poi, se il lavoro sarà digitale, mi sposto in studio dove ho il computer, la wacom (intuos pro paper), quaderni per gli schizzi, libri, ecc. Se invece si tratta di un pezzo originale da dipingere o da trattare in modo più analogico, vado nello studio di pittura, dove tutto è più libero e un po’ caotico: fogli e idee che volano, colori, strumenti calligrafici, pennelli, snack, birre e tanta aria.

Code: Per entrare nel dettaglio di alcune tue opere, ti lascio scegliere un progetto o un lavoro, per qualsiasi motivo, e raccontarcelo: il background, il percorso, il risultato. Quale hai scelto?
Marco Lpz: www.instagram.com/project

Quest’opera rappresenta la direzione verso cui si sta evolvendo il mio lavoro: una tela molto più libera, senza regole di calligrafia o lettering, più espressiva, spontanea e pensata per stimolare in modo diverso. L’origine sono io, con la mia curiosità, sempre alla ricerca di nuove piattaforme e modi per presentarmi al pubblico.
A pochi mesi dalla sua realizzazione, posso dire che amo completamente il risultato: è un’evoluzione, una scintilla che mi rende felice.
Code: Una parte del nostro pubblico è composta da creativi che non hanno ancora fatto il salto nel mondo professionale. Che consiglio daresti loro per non mollare?
Marco Lpz: Ho due consigli, uno professionale e uno personale.
Schizza, pensa e rilassati con dei tacos (o il tuo cibo preferito), una birra (se ti piace) o facendo un po’ di sport. Lavora, dipingi, vettorializza con un caffè, acqua e serenità. Prima elimina le idee ovvie, sentiti soddisfatto e stimolato, poi concentrati e porta avanti il processo con calma e precisione.
Il secondo consiglio è: se stai bene emotivamente, questo si riflette anche nel lavoro e il resto viene da sé, se restiamo attenti. Non dimentichiamo che siamo persone e dobbiamo prenderci cura anche della nostra parte emotiva.
Code: Siamo quasi alla fine dell’intervista, ti propongo una serie di domande rapide. Pronto?
Code: La cosa più bella dell’essere artista del lettering e creativo?
Marco Lpz: Poter creare ciò che voglio, ovunque, con lettere disegnate a mano.
Code: E la cosa più frustrante?
Marco Lpz: Quando arriva il blocco creativo.
Code: Come vedi il panorama del lettering?
Marco Lpz: Lo vedo in crescita, anche se a volte un po’ confuso, con molte persone che copiano stili con grande tecnica ma senza sviluppare una voce personale. Per fortuna ci sono progetti (libri) come goodtype e typism che selezionano e valorizzano i letteristi con uno stile proprio, lasciando fuori chi si limita a copiare i pionieri.

Code: Su cosa stai lavorando ora? Hai nuovi progetti di cui puoi parlarci?
Marco Lpz: Sto realizzando molte opere per mostre in galleria, dipingo murales e collaboro con diversi brand in progetti stimolanti che mi danno grande libertà e affetto. Tutto questo mi avvicina al sogno di venire presto in Spagna e magari fare un tour in giro per il mondo.
Code: Un nome di un creativo che non dovremmo assolutamente perderci?
Marco Lpz: Tristan Eaton (muralista), Pichiavo (muralista), lee stwart (tatuatore), Ledania (muralista), Seher one, holatype ecc., ce ne sono migliaia!
Code: Finite le birre e con un sorriso, salutiamo Marco Lpz augurandogli tanta fortuna e mille occasioni per dimostrare il suo talento creativo. Se volete conoscerlo meglio, seguite i link qui sotto.
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